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Descrizione del progetto PDF Stampa E-mail

Il presente progetto rappresenta la logica prosecuzione delle attività avviate nello scorso periodo di programmazione del P.I.C. Interreg; in particolare due misure erano mirate: alla Progettazione di un Organismo Intergovernativo Mediterraneo per la ridiffusione degli endemismi (Mis. 6.1, Punto 9.2); ed alla costituzione di un Centro Studi per la protezione e conservazione delle specie botaniche del Mediterraneo con annesso Giardino Botanico (Mis. 3.2). Nell'ambito del presente Progetto esecutivo dell'Organismo Intergovernativo Mediterraneo per la ridiffusione delle specie endemiche terrestri ed acquatiche e dei loro habitat mediterranei, la C.U.M. e lo I.A.M.B. si occuperanno, in particolare di definire ed implementare:
A1) l'Accordo Intergovernativo e il relativo Regolamento attuativo; lo I.A.M.B., in particolare, provvederà alla individuazione dei soggetti - organismi nazionali ed internazionali - che per loro specifiche competenze potranno essere chiamati a partecipare al costituendo Organismo Intergovernativo.
A2) le modalità di consultazione dei governi possibili sottoscrittori dell'Accordo; in particolare lo I.A.M.B. supporterà il gruppo di lavoro di esperti, designati dalla C.U.M., che determineranno le modalità e gli obiettivi del Piano di Azione del futuro Organismo.
A3) l'individuazione dei Paesi aderenti e delle modalità, tempi e fasi della consultazione per l'adesione degli stessi all'Accordo istitutivo dell'Organismo. Tali azioni saranno realizzate attraverso un tavolo tecnico di concertazione delle decisioni e di coordinamento delle attività relative a questo delicato campo, che rappresenta uno snodo essenziale in vista della realizzazione dell'Organismo. Al tavolo tecnico parteciperanno il Ministero degli Esteri dell'Italia, i Ministeri albanesi delegati al parternariato nell'ambito del progetto e la Regione Puglia. Si ritiene che l'obiettivo dell'adesione possa essere raggiunto attraverso tappe successive di consultazione e di organizzazione di conferenze tematiche in paesi-chiave mediterranei (nuovi membri dell'UE, Paesi del Corridoio 8, ecc.). oltre che di campagne informative per la condivisione del Piano di Azione del futuro Organismo. La C.U.M. e lo I.A.M.B., dopo aver opportunamente ridefinito, all'interno di un Piano di Azione e di Comunicazione gli obiettivi, la missione istituzionale, le strategie di intervento e i protocolli operativi dell'Organismo, anche sulla base degli esiti dell'omologo progetto, sviluppato nell'ambito dell'Interreg II, procederanno alla articolazione del Progetto di gestione dell'Organismo, comprendente:
B1) Un piano delle attività e dei relativi costi degli organi di direzione e di amministrazione, organico e personale fisso e a contratto, spese di gestione e oneri vari, costi di investimento per l'attrezzatura funzionale di una sede da localizzare in Albania ed, eventualmente, di altre sedi situate in altri Paesi mediterranei aderenti;
B2) Uno studio di fattibilità tecnico-economico-finanziaria tendente a definire l'ammontare delle risorse finanziarie necessarie all'eventuale realizzazione del progetto, le fonti di copertura, i benefici economici derivabili dalla realizzazione dell'intervento. Tale studio costituirà la base per la ricerca del consenso dei vari governi coinvolti. La documentazione prodotta dovrà essere messa a disposizione dei potenziali contraenti dell'Accordo. Ciò sarà fatto attraverso tre conferenze intergovernative.

Il Centro Studi per la Protezione e la Conservazione delle specie botaniche del Mediterraneo con annesso Giardino Botanico, costituito in seno all'Orto Botanico dell'Università degli Studi di Lecce, ospita attualmente circa 100.000 piante in contenitore appartenenti ad un migliaio di specie.
Nel corso del progetto Interreg II, l'attività di raccolta ha coperto l'intera area pugliese, concentrandosi nelle province meridionali, con particolare riguardo per le località classificate come siti di interesse naturalistico (S.I.R., S.I.N., S.I.C., siti Bioitaly). La provincia di Lecce è quella che ha fornito più accessioni, essendo, com'è ovvio, la naturale area di influenza dell'Orto Botanico. Stante l'impossibilità di operare nella nuova sede dell'Orto Botanico (i lavori edili sono stati infatti ultimati a progetto concluso), tutte le attività di raccolta, propagazione e coltivazione svolte nell'ambito del precedente Interreg sono  state logisticamente attuate nella sede di Villa Tresca (Ecotekne); vi è quindi la necessità di procedere al trasferimento di alcune collezioni da una sede all'altra e di attrezzare all'uopo spazi adeguati ad ospitarle. Le attività del progetto avranno luogo tuttavia in entrambe le sedi, utilizzando al meglio il patrimonio di strutture, attrezzature e competenze scientifiche già acquisite ed ottimizzando la allocazione delle nuove risorse.

Il Centro Studi con annesso Giardino Botanico, unitamente alla Sezione di Genetica e Miglioramento Genetico del Di.B.C.A., si occuperà della raccolta, catalogazione, conservazione, salvaguardia e valorizzazione di risorse genetiche, piante officinali, fiori; della ridiffusione di specie endemiche, del restauro della vegetazione mediterranea; della verifica e applicazione dei protocolli per la sanità del materiale genetico da ridiffondere.
A tal proposito, da tempo ormai viene richiesta da più parti una disciplina delle immissioni in natura di materiale genetico vegetale, soprattutto a seguito dei numerosi canali di finanziamento (POR, LIFE e lo stesso INTERREG) largamente utilizzati da numerose pubbliche amministrazioni e da privati per ricostituire aree naturali mediante opere di forestazione naturalistica o rinaturalizzazione. Varie regioni italiane (tra cui il Veneto, l'Emilia Romagna e la Lombardia) si sono dotate allo scopo di leggi che disciplinino la raccolta, la produzione e la immissione in natura di specie appartenenti alla flora spontanea e solo una legislazione di questo tipo, in cui l'Ente pubblico controlli e gestisca le fasi più delicate del processo produttivo e autorizzativo, può produrre una effettiva ed efficace razionalizzazione degli interventi.

 
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