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Il potenziale di riproducibilità delle buone prassi generate dal progetto PDF Stampa E-mail
I risultati ottenuti con lo sviluppo del progetto consentiranno di creare strumenti altamente innovativi allo scopo di favorire lo scambio delle conoscenze.
La metodologia adottata dal progetto è facilmente riproducibile, soprattutto in considerazione del fatto che le sue finalità ed il suo contenuto tecnico sono adattabili ad altre realtà settoriali o geografiche.
Pertanto il potenziale di riproducibilità del progetto è molto elevato.
Le condizioni di riproducibilità del progetto sono riscontrabili nel modello organizzativo e nel modello di integrazione settoriale ed orizzontale sul territorio.
Si ritiene che le iniziative previste e sviluppate dal progetto possano avere delle caratteristiche di esclusività, anche per le possibilità di futuri sviluppi (si  vedano i punti precedenti del formulario).
Il progetto tende a definire procedimenti di concertazione tra governi, comunità scientifiche, ricercatori e operatori anche economici dei settori produttivi coinvolti, prendendo a modello le buone pratiche sviluppate in Italia e in Puglia per la programmazione e la realizzazione di interventi di grande valenza in termini di sviluppo locale e regionale.
In particolare, saranno presi a modello le procedure di consultazione dei governi e delle comunità locali seguite per la elaborazione dei progetti integrati nell'ambito del POR Puglia, anche per introdurre buone prassi fortemente volute e sostenute dall'Unione Europea nell'ambito delle politiche regionali a finalità strutturali.
Rispetto a queste, infatti, il PIC Interreg svolge un ruolo complementare sia pure ampliato alle regioni transfrontaliere dell'UE, come la Puglia e l'Albania, e al dialogo transadriatico.